Wind Tre: le sinergie sostengono la crescita del margine EBITDA*. Si rafforza l’ultra-broadband nel fisso. Stabile il flusso di cassa

Principali risultati consolidati al 30 giugno 2018
  •  Importanti sinergie raggiunte nel semestre, pari ad un valore cumulato di 245 milioni dieuro, con l’EBITDA* che si attesta a 995 milioni di euro e margine EBITDA* al 35,9% in crescita di 60 bps**. Inclusi i costi di integrazione, l’EBITDA raggiunge i 935 milioni di euro, stabile (-0,9%**) rispetto al primo semestre del 2017
  • Il cash flow (EBITDA* - CAPEX), stabile rispetto al primo semestre del 2017, è pari a 535 milioni di euro
  • Oneri finanziari dei primi sei mesi a 202 milioni di euro, con un risparmio di oltre il 40%, grazie alla rinegoziazione del debito completata a novembre 2017
  • Ricavi complessivi a 2.771 milioni di euro (-10,1%) nel primo semestre dell’anno, a seguito di una forte pressione competitiva, soprattutto nel segmento mobile, con ricavi da servizi a 2.418 milioni di euro, -7,9%** anno su anno 
  • Clienti mobili totali a 28,6 milioni, con il 67% che utilizza i data services. Nella telefonia fissa, i clienti complessivi sono pari a 2,7 milioni; quelli ultra-broadband triplicano rispetto allo stesso periodo del 2017
  • A seguito della revoca del Ban nei primi giorni di luglio, la partnership con ZTE prosegue. Il gruppo cinese sarà affiancato da Ericsson nel progetto di consolidamento e modernizzazione della rete di Wind Tre
Jeffrey Hedberg, CEO di Wind Tre, commenta: “Il primo semestre 2018, viste le condizioni di mercato estremamente competitive è stato, come previsto, ancora una volta molto sfidante; lo dimostra la continua pressione sui nostri ricavi, in particolare nel segmento mobile consumer.
Tuttavia, il nuovo top management sta lavorando bene e siamo soddisfatti nel vedere che Wind Tre è riuscita a conseguire sinergie per un valore cumulato di 245 milioni di euro che hanno consentito una crescita del nostro margine EBITDA*.
Inoltre, grazie agli effetti positivi legati alla rinegoziazione del nostro debito, abbiamo ottenuto una riduzione di oltre il 40% degli oneri finanziari. Siamo fortemente determinati nel raggiungere i nostri obiettivi legati alle sinergie e una posizione di leadership in tutti i touch point rivolti alla nostra clientela.
Dopo la revoca del provvedimento, deciso dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ad inizio luglio nei confronti di ZTE, la partnership con il gruppo cinese è ripresa e, parallelamente, abbiamo raggiunto un accordo con Ericsson, come secondo fornitore, per accelerare il processo di consolidamento e modernizzazione della nostra rete mobile.
Sono fiducioso che siamo sulla strada giusta nel rispettare i nostri piani e nel costruire solide basi per il futuro di Wind Tre, dei suoi clienti, degli azionisti e di tutto il team
”.

Milano, 1° agosto 2018 – Durante i primi sei mesi dell’anno, il mercato delle telecomunicazioni ha continuato a manifestare un intenso livello di competitività. In particolare, nel segmento mobile, si è accentuata la pressione sui prezzi dopo l’ingresso del quarto operatore al quale i principali gestori hanno risposto con una serie di offerte low cost dei loro “second brand”. In questo scenario Wind Tre, da una lato ha mantenuto il suo approccio razionale al mercato puntando sui valori “community” per il marchio WIND e “generosity” per il marchio 3 e, dall’altro, ha confermato il suo focus sul raggiungimento delle sinergie per sostenere la pressione competitiva sui ricavi. Le sinergie dei costi operativi hanno generato un valore cumulato pari a 245 milioni di euro, equivalente a più di 280 milioni di euro a regime. Grazie al contributo delle sinergie, il margine
EBITDA* dei primi sei mesi si attesta al 35,9%, in crescita di 60 bps**. L’EBITDA*, a 995 milioni di euro, diminuisce dell’8,5%**; includendo i costi di integrazione, raggiunge i 935 milioni di euro, stabile (-0,9%**) rispetto al primo semestre del 2017.

La generazione di cassa operativa (EBITDA* - CAPEX), a 535 milioni di euro, si mantiene stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli investimenti, principalmente indirizzati al consolidamento e alla modernizzazione della rete mobile, sono stati di 459 milioni di euro. Da luglio Wind Tre, a seguito della revoca del Ban nei confronti di ZTE da parte del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, proseguirà la partnership con il gruppo cinese che sarà affiancato da Ericsson nel progetto di potenziamento della rete.

I ricavi totali, che risentono della forte competitività del mercato, si attestano a 2.771 milioni di euro, -10,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Quelli da servizi, trainati soprattutto dalla performance negativa del mobile, sono pari a 2.418 milioni di euro (-7,9%**, anno su anno). I ricavi da vendita di cellulari e modem diminuiscono complessivamente del 15,5%, nonostante il buon risultato nel segmento della telefonia fissa.

I clienti mobili totali di Wind Tre si attestano a 28,6 milioni, con il 67% che utilizza i data services. L’ARPU mobile è di 10,6 euro/mese, in leggero calo rispetto all’anno precedente, ma con la componente dati mobile stabile a 5,7 euro/mese. I ricavi da servizi mobili sono 1.901 milioni di euro (-8,8% rispetto ai primi sei mesi del 2017) per via della pressione competitiva che ha influenzato sia la base clienti sia l’ARPU, fattori che hanno risentito del rallentamento nella modernizzazione della rete mobile.

I clienti totali della telefonia fissa sono 2,7 milioni con oltre 2,5 milioni (+1,1%) ad “accesso diretto”. Quelli ultra-broadband sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2017 e superano il 26% della base dei clienti diretti. L’ARPU del fisso è pari a 27,0 euro/mese. I ricavi totali della telefonia fissa sono 579 milioni di euro, -2%, soprattutto per la mancanza di “ricavi straordinari” di cui ha beneficiato, invece, l’esercizio precedente.

Gli oneri finanziari passano, nel semestre, da 339 milioni di euro a 202 milioni di euro, con un risparmio di oltre il 40% grazie alla rinegoziazione della struttura del debito completata nel novembre 2017.



Nota metodologica: i dati finanziari relativi al 2018 sono riportati sulla base dell’IFRS 15. Al fine di rendere confrontabili i dati all’H1 2018 con quelli all’H1 2017, le variazioni
anno su anno sono invece calcolate sulla base dello IAS 18 (dove necessario)
* EBITDA prima dei costi di integrazione. Nell’H1 2018 i costi di integrazione sono pari a circa 60 milioni di euro, nell’H1 2017 sono pari a circa 140 milioni di euro
**A principi contabili comparabili